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RSA
NEL PIENO CENTRO DELLA CITTA’,
APERTA E MULTIDISCIPLINARE
PROGETTAZIONE
ED ORGANIZZAZIONE DI UNA RSA (clicca
qui)
In
un futuro in
cui la medicina
avrà
sconfitto tutte le malattie oggi conosciute e sarà
maggiormente concentrata
ad assicurare agli
esseri umani
un’esistenza più
vigorosa e longeva,
sarà necessario ripensare al nostro
sistema sanitario sia dal punto di vista organizzativo che strutturale.
Molto
probabilmente tramonteranno le strutture ospedaliere
“tradizionali” e generiche
, intese come grandi sanatori pensati per accogliere qualunque tipo di
paziente
con qualunque tipo di patologia, disfunzione o
“disagio”.
Anche
le RSA
(Residenze sanitarie assistenziali) saranno riprogettate per avere un
valore
aggiunto rispetto a quelle odierne.
Sembrerebbe
scontata la seguente equazione: aumento della vita media e dunque della
popolazione anziana = aumento delle case di riposo o RSA che dir si
voglia.
Il
rapporto
potrebbe essere realistico ma non alle condizioni attuali, ovvero non
con le
strutture di ricovero oggi a disposizione.
Presto
le mere
attività ospedaliere cederanno il passo alla medica del
futuro (robotica) ed
alla ricerca avanzata. Le aspettative di vita (nonchè le
condizioni di vita
stessa) attese dalla popolazione decreteranno la fine dei reparti di
degenza o
lungodegenza tipicamente occupati da pazienti anziani.
Spesso
tali reparti
assolvono più a funzioni sociali che mediche. Al contempo
già da tempo si
assiste ad una tendenza in cui le
famiglie sono sempre più propense ad optare per forme di assistenza
domiciliare piuttosto che
ricorrere alla vecchia concezione di ricovero in strutture
assistenziali.
Per
questa serie
di ragioni l’equazione di cui sopra sarà destinata
a non avverarsi, almeno di
un serio ripensamento sulla filosofia e sulla gestione delle future RSA.
Innanzitutto
bisognerà progettare delle strutture multidisciplinari in
cui si possano
svolgere diverse attività culturali e scientifiche. Non
più meri ricoveri ma
centri di studio e ricerca, biblioteche aperte a studenti e
ricercatori, luoghi
di incontro e confronto tra diverse discipline e tra diverse
generazioni.
Per
poter accedere
a questi nuovi servizi sarà necessario ri-localizzare le RSA
del futuro in
posizioni centrali. Non più luoghi isolati (ovvero la
concezione che lega la
persona anziana ad un luogo isolato o come spesso definito:
“immerso nel verde”...)
ma luoghi centrali alle città, facilmente raggiungibili, nel
pieno della vita
sociale ed intellettuale.
Invece
di pensare
ad edifici chiusi (ed aperti solo negli orari di visita dei parenti) si
dovrà
progettare spazi aperti ed usufruibili da tutti. Credo che nessuno
desideri
passare la vecchiaia isolato dal mondo e dai propri cari.
Quindi
parliamo di
coinvolgimento (e non solo accoglimento) dei futuri utenti, parliamo di
ricerca, di
studio, di vitalità.
Se
le prossime
RSA sapranno cogliere i cambiamenti della nostra società,
potranno diventare
parte integrante (se non parte fondamentale) del nostro futuro.
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